For what is worth

Strada.
Quanta strada tra casa mia e Roma.
Chilometri su chilometri, albe e tramonti, traffico d’anime e pensieri.

Cerco di stare attento, misurando il piede sull’acceleratore,
e tutto scorre via a tratti bianchi e neri come strisce bianche sopra l’asfalto
in una mattina rovente di luglio.

E la mia vita come sabbia rossa scivola via tra le mani
e si perde tra le dita di un tempo che fugge
tra notti di ghiaccio e colonne sonore di film.

Potrei dirti che questa vita non vale nulla, che non vale la pena di essere vissuta,
ma ci sono alcuni momenti in cui nel petto mi esplode una consapevolezza che non avevo,
e i tuoi occhi verdi mi aiutano a sopportare tutto quello che prova a schiacciarmi.

What a field-day for the heat
A thousand people in the street
Singing songs and carrying signs
Mostly say, hooray for our side
It’s time we stop, hey, what’s that sound
Everybody look what’s going down

Nello stereo della macchina: For what is worth, Buffalo Springfield

 

Fantasmi d’argento

To ride the storm, to an empire of the clouds
To ride the storm, they climbed aboard their silver ghost
To ride the storm, to a kingdom that will come
To ride the storm, and damn the rest, oblivion

E mi spingi a pensare del mio impero delle nuvole
e mi spingi a lasciare quello che mi tiene a terra
e mi spingi a muovermi per cavalcare la tempesta e perdermi nell’oblio,
tra fantasmi d’argento e ricordi sospesi.

Mi porti a dubitare di quello che credo, a scarnificare le mie convinzioni per portare all’osso l’essenza di quello che è la verità.
E fantasmi e convinzioni, cadono come mosche davanti alla luce elettrica che fulmina le mie idee e mi lascia con il vuoto di pupille larghe negli occhi.

Mi hai chiesto di poter cavalcare la tempesta per te. Con il mio fantasma d’argento e un mostro che non mi alberga più dentro. E cenere e ricordi hai lasciato dentro di me, dentro  un ragazzo che sembra non esserci più. Di un qualcosa ormai perso come vapore nel cielo.

Hai cancellato così persone, mostrandole per quello che sono, lasciando dentro me un antico senso di solitudine davanti alla verità. Dell’ignoranza che me le faceva piacere e dei ricordi di ragazzo ormai troppo dolci per essere ancora buoni.

We’re down lads, came a cry, bow plunging from the sky
Three thousand horses were silent as the ship began to die
The flares to guide her path ignited at the last
The empire of the clouds, just ashes in our past
Just ashes at the last

Nello stereo dell’auto: Empire of the clouds, Iron Maiden

Morning Glory

Mi fermi per strada e mi chiedi da quanto sono in cammino.
Ma quanta strada ho fatto no so.

33 anni all’anagrafe, e un mondo che sembra sfuggirmi veloce dalle mani.
Vecchie canzoni, e flash di volti rubati.
Provo ad essere divertente, e per farlo dimentico chi e che cosa sono,
dimentico del nostro tempo rubato e del dolore.

Ma tutto danza davanti a me quando della mia armatura non è rimasto altro
che cenere soffiata via dal vento.
Ma tutto mi porta a te quando di quello che avevo costruito non è rimasto altro
che cenere dimenticata nel passato.

E i volti contratti di chi mi sta guardando mi lasciano basito. E in questo mio ritrovato silenzio, lascio che le cose scorrano via. Mi dico che forse è la stanchezza, mi dico che forse è il tempo, ma alla fine so che tutto questo non è altro che il mio DNA.

Sto meglio, e dopo tutto sono 11…

Need a little time to wake up
Need a little time to rest your mind

Nell’Ipod: Moring Glory, Oasis

Dove non dovrebbe esserci nessuno

Nuovamente infili le mani nel mio buio
e accedi a parti di me che avevo sepolto
Mi hai condannato ad un’esistenza fatta di cose e persone
e desideri da soddisfare
Mi porti ancora al limite della mia notte
quando sai che però non ho più paura del buio
E poi mi porti lontano
Mi riporti dove non dovrebbe esserci nessuno
e comincio nuovamente a sentirmi fuori posto
troppo duro e fragile per resistere
Come uno specchio che riflette qualcosa di me
che credevo non si vedesse più

Tell me why I had to be a Powerslave
I don’t wanna die, I’m a God
Why can’t I live on?

Nell’iPod: Iron Maiden, Powerslave

Prima o poi

E mi sono ritrovato a strofinare i piedi contro i suoi in un mare caldo e umido di lenzuola
quando mi hai visto tentennare felice davanti allo specchio e chiedermi:
“Cosa mi è preso?”
A differenza di ieri, ho ho qualcosa da perdere
quando ieri sembra così lontano.

Ma nel mio cuore, nessuna croce manca
non ho dimenticato cosa vuol dire avere la notte dentro
e sentirmi perso brancolando nel buio.

È solo che sto cercando di vivere al meglio
per colpa di quel tempo che scorre via
e che mi porta inevitabilmente lontano.

Prima o poi ci rivedremo.

‘Cause I’m broken when I’m open
And I don’t feel like I am strong enough
‘Cause I’m broken when I’m lonesome
And I don’t feel right when you’re gone away

Nell’iPod: Seether, Broken

…e candidamente hai fatto fuoco

Troppo dolce perdersi nei ricordi.
E la paura di dimenticare completamente.
Una realtà che ferisce e lame acuminate nel petto.

Mi hai dato la scelta, convinta che sapessi scegliere.
Ma il destino ha mischiato le carte in tavola,
quando mi accorgo di essere ancora “Io“.

In bilico sempre verso il perdere tutto,
dietro di me un burrone e preghiere per chi crede
mentre carichi i proiettili e mi sorridi.

Ho sepolto il mio mostro sotto cumuli di macerie in fiamme
e ho lasciato che il sangue di ciclope meccanico fluisse via,
ma non è bastato per cambiare la mia natura.

Così hai impugnato la pistola mirando al cuore
un battito di ciglia, un in’istante, il grilletto
e candidamente hai fatto fuoco.

Once divided… nothing left to subtract…
Some words when spoken… can’t be taken back…
Walks on his own… with thoughts he can’t help thinking…
Future’s above…but in the past he’s slow and sinking…
Caught a bolt ‘a lightnin’… cursed the day he let it go…
Nothingman…

Nell’autoradio: Nothingman, Pearl Jam

Now show me how to live

Non sono più riuscito a scrivere, ma tu questo lo sai.
Ho pensato che tutto potesse andare meglio, e poi peggio, ma adesso dimmi: cosa importa?

Ho trovato forse un equilibrio, a volte solido, a volte precario.
Ho rischiato ed ho paura perché non so di preciso dove sto andando.
La mia barca ora è in secca, ora nella tempesta, ma va.
Con le vele sempre spiegate e l’incoscienza di chi non sa cosa aspettarsi.
E mi rendo conto che qualche volta ti ho volutamente dimenticato.
Non sono più passato a trovarti, rallentando i miei ricordi fino a sentire il freddo dentro.

E davanti alla tua tomba non sono più riuscito a dire nulla.
Ma se mi guardo allo specchio, le mie macchie mi ricordano sempre chi sono e cosa è successo: che la notte avanza, e tutto quello che mi continua a scavare la faccia, mi riempie di tutto quello che serve per andare avanti.

And in the after birth
On the quiet earth
Let the stains remind you
You thought you made a man
You better think again
Before my role defines you
Nail in my hand
From my creator
You gave me life
Now show me how to live

Nelle cuffie: Audioslave, Show me how to live