7 Dicembre

Ancora una volta #Off nel cervello. Penso che dopo tutto è il mio compleanno.
Entro ancora in un posto che odio e ballo. Un inno alla coerenza il mio, soprattutto quando perdo il conto dei Vodka Lemon.

Di nuovo in questa discoteca. Di nuovo un viaggio alcolico. Ho diminuito l’alcol, ma stasera ne ho bisogno.
Volti di ragazza che mi flashano davanti, ragazzini pompati che si sfidano coi pugni, la mia totale regressione nello specchio del bagno.

Devo ancora pisciare. Mi lavo le mani e sono lì. Non c’è un cazzo di asciugamani, o asciugatore, o rotolo di carta, vaffanculo. Ho la vista annebbiata, penso di ballare in un modo, e mi sembra di muovermi a rallentatore. Mi butto su di un divano puzzolente e aspetto.

Son 31 porca puttana e sono in incognito. Ho indossato la maschera da Devilman per spegnere l’interruttore generale nel mio corpo e scordami di questi trent’anni che mi hanno segnato.

E poi, sei lì. Sono troppo ubriaco per tentare un approccio. So quale è il mio limite, e l’ho abbondantemente superato…

…ma mi piace vederti ballare con le tue amiche. Per te è tutto un gioco. Per te che balli in mezzo alla gente e non ti importa di niente. Bruciano i tuoi anni, come ho visto bruciare i miei. Come questo mio cuore che pompa alcol che poi prende fuoco.

Dammi un ultimo bacio, fai bruciare ancora una volta questi miei anni e dimmi che sono troppo vecchio per te.

E poi, la tua giovinezza e la tua saliva.
Sono più vecchio oggi e i vecchi dovrebbero bruciare.

Quello che avrei voluto sentire in discoteca: Deep Purple, Burn

Off

Ho lasciato una rosa davanti alla tua tomba.
Non ho fatto un pensiero profondo.
Ma ho pensato che per il tuo compleanno non saresti stato con noi, ed ho provato rabbia.
E poi, oggi ha piovuto, e quelle gocce di pioggia mi sembravano tanto lacrime che scendevano dal cielo.
Forse eri tu, o forse no, ed ho pensato che quei lampi erano l’espressione della tua rabbia per non poter esser qui con noi.

E mentre mi lasciavo le porte del cimitero alle spalle, ho sentito una brezza: poco meno di un alito di vento e poco più di un battito di cuore.

Place and time always on my mind
I have so much to say but you’re so far away

On air: So far Away, Avenged Sevenfold.

Like the birth of a New-found joy

Well I guess
You took my youth
And gave it all away
Like the birth of a
New-found joy
This love will end in rage

E mi chiedi quale sia la verità?
Io non la so la verità.
Vorrei potertela raccontare.
Te la vorrei perfino inventare.

Ti vorrei dire tutte le cose che ho in testa
e che però non posso più raccontare.
Sono bloccato.
C’è troppo in ballo di me.

Mi sembra di essere diventato un muro di gomma.
E’ passato più di un anno e per certi versi non sono cambiato per niente.
Mi ritrovo sempre invischiato in tutte quelle cose che tu sai,
le solite stronzate che non mi riempiono più e che ormai sono fuori tempo.

Però forse, una versione della verità che cerchi, alla fine, te la posso dire.
Quasi 6 anni passati insieme a una ragazza sono tanti.
Essere stato colui che ha messo fine a quella storia è stato quasi liberatorio all’inizio.
Ma dopo quella bevuta di libertà, finita la sbronza, è diventato tutto più difficile.

I brandelli di quella vita escono fuori ogni giorno.
Escono fuori attraverso le foto che ho deciso di non cancellare.
Attraverso il ricordo di momenti che ho provato a dimenticare, ma che alla fine son rimasti lì.
Sono ancora sicuro della mia scelta, ma guardandomi indietro, forse, non ero consapevole di quello che sarebbe venuto dopo.

Non sono un uomo che vive nel passato.
Non posso più esserlo, non me lo posso più permettere.
Ma in questi ultimi tempi ho scoperto lati di me fragili come cristallo,
e mi sono riscoperto molto più umano di quel che avrei voluto.

Ho provato a fare qualche tentativo, ho provato a legarmi ad altre persone, ma la cicatrice che ho nel petto è ancora troppo grande per essere ricucita.
Un conoscente mi ha detto che ci sarebbero voluti almeno un paio di anni.
Non gli ho creduto, ma invece eccomi qui.

Forse ho aspettative troppo alte ormai.
Forse ho paura di causare ancora dolore come ho fatto in passato.
Forse ho paura della complessità di un nuovo rapporto.
Forse ho solo paura di te e dei tuoi grandi occhi azzurri che mi stanno guardando…

Sul giradischi: Pantera, Cemetery Gates

Per far sì che tutto rimanga così

Per far sì che tutto rimanga così, è necessario che tutto cambi.

Fuori dalla finestra piove, e cerco disperatamente il sole dentro me.
Un anno è passato, ed ho sognato dietro ad una farfalla per tutto il tempo.
Sogni smozzicati, lasciati a metà. Delusioni e qualche soddisfazione.
Ho corso dietro a fantasmi, e cercato di chiudere ferite mai guarite.
Sono stato vittima e artefice della mia incoerenza e delle fragili scelte.
Ho desiderato che tutto cambiasse.
Ho desiderato orizzonti nuovi e nuove maree a bagnarmi le caviglie.
Ma in questa fredda giornata di pioggia, mi ritrovo davanti a un foglio bianco e ad un blog ripercorrendo tutti gli inizi dal 2007 in poi. Leggendo i primi post per i nuovi anni, cercando di mediare tra la tristezza e la ricerca della felicità.

E mi rendo conto di quanto sarebbe facile lasciarsi andare.
Pensare alla cenere più che al fuoco.
Farsi trasportare dai ricordi, dai se, e dai ma.
Ma alla fine adoro pensare che la storia più bella che leggerò
sarà quella che ancora devo scrivere!

Sul giradischi: Giovanni Allevi, Aria.

Crediti per la citazione ad inizio post: Tancredi Falconeri, nipote del Principe Fabrizio, ne “Il Gattopardo”, @Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Puoi scegliere

Puoi sceglierti la vita che vuoi,
puoi influenzare il tuo destino con le decisioni che prendi,
puoi scegliere di lottare,
puoi scegliere di arrenderti.

Sabato, un giro in moto.
Civita Castellana e le sirene delle ambulanze, le pale degli elicotteri, i vigili del fuoco.
Un uomo di quarantasei anni ha scelto di buttarsi dal Ponte Clementino.
Lavorava in una delle tante fabbriche in crisi del distretto, era in cassa integrazione e a settembre lo avrebbero licenziato.
Ha scelto di lasciare una moglie da cui era separato e due figli.

Tutta questione di scelte: questione di vita o di morte.

C’è chi dice che per un gesto così ci serva coraggio, e c’è chi dice che invece sia solo un gesto di codardia.
Da fuori scegliamo di prendere una parte o di astenerci, di giudicare oppure no.

Qual’è il limite di sopportazione del dolore di una persona?
Quanto può reggere un cuore prima di scoppiare, prima di mandare in frantumi le idee e prosciugare il cervello da qualunque voglia di vivere, di lottare, di andare avanti?

Mai arrendersi, lottare sempre.
Solo che qualche volta, da fuori è troppo facile parlare.

I left the shadows Far behind me

Nel buio e nella tempesta non mi sono mai arreso,
ho rischiato il collasso trascinando con me un peso.
Ho lasciato la mia ombra lontano dietro di me,
sfidando la via: l’unica risposta ai miei perchè.

Ed ho aspettato la notte, ma poi ho fallito,
reclamando la luna, con un fare ardito.
E la bestia che nel petto vive ribelle,
reclama il mio cuore che ho gettato tra le stelle.

On Air: I’m Alive, Blind Guardian