In una notte che va

Sfioro le tue labbra con le mie
e mi perdo in un sogno
è notte e io sono davanti a te

Quello che sento nel petto
sembra quasi che batta nel tuo
tra le note di una notte che va

La tua pelle che mi disseta
e mani che mi accarezzano
Ora dimmi

è questo l’amore?

E’ nuovo piacere che si avvolge a tutto quello che credi
è il serpente che dorme ai tuoi piedi
ti disintossica le vene dai resti del mio seme

On air: Afterhours, Rapace

Tutto è bianco e tutto è grigio

Magritte - Gli amanti

Magritte – Gli amanti

Emozioni.
Quando costringi te stesso a non provarne per un lungo periodo è come se ti inducessi da solo in coma. Rallenti il cuore, sempre di più, fino a fermarlo. Chiudi tutte le porte del tuo essere e non concedi spazio a nulla. Resti fermo in un limbo in cui non puoi essere ferito in nessun modo da nessuno e da nessuna. Ma allo stesso tempo, tutto ti scorre addosso e non si ferma. Una gelida notte che ti accoglie e ti inghiotte nel suo stomaco e che alla fine non ti lascia niente.

Emozioni.
Quando preghi per la pioggia, devi mettere in conto anche il fango. E così un cuore può tornare a battere di botto, pompare adrenalina così forte da incendiarti le vene e ti può  sconvolgere, scombussolare, ti può portare in alto e poi sbattere violentemente a terra.

Emozioni.
Innamorarsi, di nuovo, quando non lo avevi previsto, quando la tua solitudine e qualche “amica” erano diventate le tue compagne preferite. E sentirti forte, poi vulnerabile, e non riuscire a placare quell’io indomito che ha paura di perdere tutto da un momento all’altro. Che ha paura di subire quello che si è fatto. La regola è sempre stata una: “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te.”

Emozioni.
Così forti da gestire, così strane per un cuore che non sapeva come tornare a battere e non sa come districarsi nello spettro cromatico che va dal dolore alla felicità. Ma che sa perfettamente come tornare dall’abbandono, come chiudere i conti con tutto quello che lo può far star male.

Emozioni.
E io che nonostante tutto ci provo. Provo a nascondere la paura che ho negli occhi, anche se non so quanto sia credibile. E alla fine decido comunque di rischiare, di lasciarmi andare, di provare  gettarmi a capofitto in quel mare di emozioni che per paura avevo chiuso fuori dal mio mondo.

Deve essere nella tua pelle che sto affondando,
deve essere reale perché adesso posso sentirlo,
e non mi preoccupo
del fatto che non sia il mio modo di essere,
non è il momento di domandarsi.
Tutto è diventato bianco
e tutto è grigio.
Alcuni momenti ci sei, altri no
io non voglio questo,
ricorda che
non dimenticherò mai dove sei.
Non lasciare scivolare i giorni,
glicerina.

In sottofondo: Bush, Glycerine

Sai di buono

Nuvole che mi cadono dentro e tu che piano piano mi contamini.
Entri di prepotenza nel mio mondo e mi chiedi di guardarti brillare.
Bella e radioattiva. Liscia come velluto e con un buio che forse è pari al mio.
Cancerogena sensazione quella di lasciarsi inghiottire dalla notte.

Un nuovo coltello piantato nel petto e i tuoi capelli che mi incatenano.
Fisso i miei occhi sui tuoi e sensazioni bagnate mi avvolgono.

Mi prendi la testa e me la schiacci violentemente contro il muro dei ricordi.
Mi dici che è inutile guardarmi indietro e con la tua acida verità corrodi il tempo che è passato.
Scarnifichi le mie convinzioni e con lamette affilate incidi la luce nei miei occhi.
Poi lasci che ancora una volta il sangue fuoriesca dalle cicatrici.

Lasci che la mia umanità quasi svanisca quando ti metti sopra di me,
ma il mio demone prende il sopravvento e di soppiatto ti ribalta.
Morde il collo e la clavicola fin quasi a voler far male e mi esclude dal controllo.
Spinge il mio pube contro il tuo e dallo specchio vedo la tua schiena che si inarca.

Labbra. Un morso, poi un altro. Lingue che si rincorrono e poi si trovano.
Respiri concitati quando finalmente sento di essere nuovamente io.
Fisso ancora i miei occhi nei tuoi provando a placare il demone,
e poi il mio petto che si lascia cadere.

Du Riechst So Gut

Die Spur ist frisch und auf die Brücke
tropft dein Schweiß dein warmes Blut
ich seh dich nicht
ich riech dich nur ich spüre Dich
ein Raubtier das vor Hunger schreit
wittere ich dich meilenweit
du riechst so gut
La traccia è fresca e dal ponte
gocciola il sudore, il tuo sangue caldo
non ti vedo
sento il tuo odore, ti percepisco
un predatore che urla per la fame
seguo il tuo odore per miglia
sai di buono

Nell’iPod: Rammstein, Du Riechst So Gutt

Valkyries

Le valchirie in un dipinto di WIlliam T. Maud

Le valchirie in un dipinto di WIlliam T. Maud (fonte)

Ed ho pensato di non aver più bisogno della mia armatura
quando l’ho vista frantumarsi nella notte dei miei ricordi.
Ma come fibra di un muscolo dopo l’allenamento,
si era frantumata solo per riformarsi più forte.

E poi ho sentito di nuovo la vita esplodermi nel petto con fragore di bicilindrico
e adrenalina mista a benzina incendiarsi nelle vene
mentre la strada veloce mi scorreva sotto le ruote
quando nudo al cospetto del mio mostro ho fissato gli occhi verdi di una Valkyria

When the battle is lost
And the slain ones are chosen
Valkyries will guide us home

Nell’interfono del casco: Blind Guardian, Valkyries

Cose che non (o)so dire

Per quanto buio possa essere,
riesco sempre a vedere la luce.
Riesco a vedere attraverso le scelte
per poter avanzare tra le ore e i minuti
che tornano ad avere un senso.

A lei piace il sole che sorge,
e la luna che brilla nelle notti d’estate.
A lei piace stare nuda sotto le coperte
a sfregare il suo cuore contro il mio.

Come acqua che calda scivola
leggera su di un corpo immerso
nell’utero materno di una speranza
necessaria come un cordone ombelicale.

Per favore, lasciami dormire ancora un po’.

Nell’autoradio: Lasciami Dormire, Negrita

Mi ricordi chi sono

And everything I can’t remember
As fucked up as it all may seem
The consequences that I’ve rendered
I’ve stretched myself beyond my means

I tuoi denti che mi mordono il labbro inferiore e il sapore delle tue labbra.
Sento la saliva sul collo mentre arrivi a baciarmi l’orecchio destro.
Metto una mano sotto la gonna e ti sposto le mutande.
Mi slacci la cinta, poi i bottoni dei jeans e affondi la mano nei boxer neri.

Sento il cuore accelerarmi repentino. Lo sento correre all’impazzata come un treno che senza controllo avanza lungo un binario sperduto nella notte dei miei pensieri.
Questo non è amore. Non è passione. E’ l’animale che volevi vedere a tutti i costi e che non rende onore al mio cuore.

Mi spingi la lingua sempre più dentro alla bocca e il tuo sapore mi brucia anche l’ultimo brandello di resistenza.
Ti prendo sotto le ascelle e ti premo con tutta la forza che ho verso il muro. Avvinghi le gambe attorno alla mia schiena e ti sento così profondamente che sto per impazzire.

Ormai di me è rimasto solo l’aspetto. Perché dentro brucio. Brucia la bestia sotto la mia pelle. Bruciano le unghie che affondi con tutta la forza nelle mie scapole. Brucia sentire il tuo corpo gemere così.

Hai finto di essere quella che non eri e ora ti riveli per quello che sei. E mi hai spinto fino al limite per gioco. Lo hai fatto senza mai guardarmi negli occhi. Ti sei rivestita in fretta e te ne sei andata. Ed ora, penso a quanto posso essere stato stupido a cedere così.

Un pugno al muro. E il sangue che cola dalle nocche della mia mano mi ricorda chi sono.

Sul giradischi: Staind, It’s been awhile

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